Di quando venimmo in soccorso di Marcello Veneziani


Io lo so che mi voglio male e probabilmente sono ingiusto con me stesso. Ho provato, a risolverla: niente. Che poi la giornata la comincio ancora – fra le altre, gli altri riti – leggendo il Cucù di Veneziani sul Giornale. A fare il lettore embedded, il grassone in latex, quello col divaricatore nei lobi in fila dal salumiere, che lo guardi di sghiscio.

Poi ieri mattina si mette in mezzo, lui, quello che è finito nella prova d’italiano della maturità, e se la prende coi “Kretini della sinistra”: a leggere, blogger che ce l’avrebbero con lui, che lo perculano perché non ha nulla dell’intellettuale anche se ammetterebbe sino alla dismemorrea di sentirsi ed essere tale. “Una compa­gnia di giro di Maligni Kretini di sini­strabutta giù – che quotidianamente scrive sui blog e insulta, insinua, a volte minac­cia e diffama chi non la pensa come lo­ro”. E la chiude facendo il risentito e copypastando un qualsiasi commento di in qualsiasi flame: un niubbo. Al primo troll.

Adesso: io non so per quale motivo Marcello Veneziani tenda intenzionalmente – e periodicamente – a calibrare – ed evidenziare – il ruolo “atipico” di intellettuale di destra che si è scelto, spiegando – pure – che lui da intellettuale è libero di non fare l’intellettuale quando ne ha voglia, quando lo pagano per questo. Meglio, non so per quale motivo commentatori e pensatori di destra debbano ciclicamente rimarcare la loro appartenenza “aliena” ammettendo che sì, “me piace ‘a pajata”.

Non so neppure perché Veneziani abbia sentito forte il bisogno di richiamare l’attenzione su di sé, sul martirologico (?), malgrado – io – di blog, forum, zine e collane Utet contro la persona e il suo prezioso ragionare non ne abbia trovate (sì, c’è Castaldi ma l’ha scritto dopo. Non vale). Nessuna critica al suo stile soave eppure leggero, frivolo e volutamente lontano dall’accademia. E un po’ ci dispiace.

Io, che sono buono e mi voglio male e ho bisogno di riempire questo blog, posso offrirgli un po’ di critiche gratuite. Così, alla cazzo. Tanto per contestualizzare. Ché mi piace l’idea di aiutare l’autore del fogliettone di prima pagina di una testata nazionale.

<strong>Marcello Veneziani</strong> madonna come scrivi male, ma non è che ci sembri un <em>intellettuale</em>.. A parte che la tua rubrica si chiama <strong>Cucù</strong>: ma non potevi trovarti un nome tipo<em> Bustina di Ginevra</em>? No eh, però poi non andare in giro a dire che sei un intellettuale, che la maggior parte delle volte ti inventi le cose, che le cose te le inventi. Ma mo che mi significa che scrivi cazzate? Ma sei laureato, no? E scrivi quelle cose che voi intellettuali, voi pensatori. No: costume. Ma quanto sei coglione.. <span style=”text-decoration: underline;”>Coglione e maleducato</span>: sei un ignorante <strong>kafone villano</strong>. Vergami sta ceppa.
Nello <a href=”http://nello.blogspot.com”&gt;

Te lo puoi incollare facile. Fammi sapere.

Image by Zach Terrell.

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